martedì 22 novembre 2011

LETTERA DEI PRECARI DELLA SCUOLA AL NUOVO MINISTRO PROFUMO

RETE PRECARI SCUOLA SICILIA - Chi Vi scrive è un gruppo di lavoratori precari della scuola che ormai da 4 anni è impegnato attivamente nella difesa della qualità dell’istruzione pubblica statale avendo sempre creduto che uno sviluppo reale e sostenibile in questi tempi di profondo cambiamento delle dinamiche della produzione della ricchezza e quindi del benessere sociale, non possa che partire da una istruzione di qualità. Ma per essere di qualità il nostro sistema di istruzione dovrebbe essere rivisto sin dalle sue fondamenta partendo dalle scuole dell’infanzia per finire all’Università.
Per questo motivo abbiamo protestato fin dal 2008 contro la cosiddetta riforma Gelmini, non già per motivi pregiudiziali ma perché convinti che qualsiasi riforma non si possa attuare attraverso la riduzione del tempo scuola e del numero dei Docenti e Personale ATA. Se è vero che i nostri studenti sono i più “somari” d’Europa, come ha detto il neo Presidente del Consiglio Mario Monti, ogni buon padre di famiglia sa perfettamente che non si migliorano le “perfomance” del proprio figliolo facendolo studiare di meno.
Se poi a questo tipo di intervento non si aggiunge nessun provvedimento volto ad una modifica reale dei programmi curriculari, se non si aggiunge nessun provvedimento volto a far diventare la scuola come un centro propulsore della crescita sociale e culturale, soprattutto nei quartieri disagiati delle grandi città e nelle provincie del sud, ecco che arriviamo alla situazione drammatica in cui versano i nostri giovani, completamente avulsi nella quasi totalità, dalle nuovi dinamiche mondiali e solo interessati a come cercare di arrivare in TV a qualunque costo per saltare tutti gli ascensori sociali e diventare “qualcuno”; per non parlare di
quelli che non riescono a concludere gli studi e finiscono,nella migliore delle ipotesi nel lavoro nero, nella peggiore nelle mani delle organizzazioni mafiose.
Abbiamo soprattutto per questo considerato nefasto avere impoverito la scuola di ben 150.000 unità in 3 anni, rendendo le scuole insicure perché pochissimo sorvegliate dai collaboratori scolastici e le classi ingestibili laddove si sono dovuti ammassare sino a 35 alunni in una classe che ne poteva contenere a mala pena 20, in barba alle attuali leggi e normative su igiene e sicurezza, per non parlare della impossibilità reale di poter valutare seriamente tutti gli alunni.
Abbiamo apprezzato nel suo comunicato stampa le seguenti parole: “*E’ mia intenzione ascoltare con attenzione e interesse tutte le voci del mondo della scuola e dell’università che vogliano essere propositive. Per questo mi rendo disponibile ad incontrarle a breve.” *Siamo in sintonia sulla sua condanna di ogni forma di violenza ed a testimonianza di ciò sono tutte le manifestazioni organizzate in Sicilia che si sono svolte in modo assolutamente pacifico. Anche la grande manifestazione dello stretto di Messina del 12 settembre 2010, da noi organizzata, se ha avuto uno svolgimento imprevisto come è stato il blocco degli imbarcaderi, si è comunque svolta all’insegna della non violenza.
Le confessiamo invece di essere rimasti un po’ delusi dalle parole dette dal neo Presidente del Consiglio sul buon lavoro svolto dal Ministro dell’Istruzione del precedente governo. Riteniamo che una seria politica di rilancio non possa che partire dalla restituzione delle risorse che sono state tolte alla scuola in questi 4 anni e che ammontano circa a 10 miliardi di euro. Ci rendiamo conto che parlare di investimenti in questi giorni appare quasi un controsenso ma siamo tutti consapevoli che la scuola così come è anche e soprattutto dopo la riforma Gelmini non funziona come stanno confermando tutte le indagini statistiche.
Siamo disponibili a confrontarci su molti temi che riguardano la qualità dell’istruzione nonché di quei temi di attualità che sono il nuovo sistema di abilitazione all’insegnamento e del nuovo sistema di reclutamento, ma anche di valutazione del sistema scuola nella sua totalità e non solo dei Docenti, come della posizione dei lavoratori precari che oggi, pur avendo i medesimi doveri dei lavoratori a tempo indeterminato, non hanno di contro gli stessi diritti.
Sottoponiamo alla sua attenzione una serie di punti distinti in temi di carattere generale e di carattere tecnico per il quale gradiremmo avere un suo parere in un futuro incontro.
Approfittiamo in ogni caso con questa lettera di augurarle un buon lavoro in un settore veramente difficile ma forse il più importante tra tutti.
Temi di carattere Generale
1) Abolizione della riforma delle scuole medie di I e II grado (L.133/08) e successive disposizioni.
2) Abolizione del maestro unico nella scuola primaria (L.169/08) e successive disposizioni.
3) Ritrasformazione delle attuali graduatorie provinciali ad esaurimento in permanenti mantenendo la possibilità di trasferimento in unica provincia a “pettine”
4) Congelamento della tabella di valutazione dei titoli da inserire nelle graduatorie.
5) Istituzione di un percorso abilitante per i non abilitati a numero chiuso secondo le esigenze dei territori con obbligo di immissione di quest’ultimi nelle graduatorie trasformate in permanenti. Assoluta contrarietà ad ogni forma di "sanatoria" che abiliti nuovo personale non selezionato tramite concorso per esami e che ecceda il contingente determinato dalla programmazione regionale
6) Abolizione del tetto massimo di un insegnante di sostegno ogni due alunni diversamente abili su base provinciale e ripristino delle deroghe per l’assegnazione di ore aggiuntive per casi di disabilità gravi(L. 244/07) come stabilito dalla sentenza della corte costituzionale (Sentenza n.80 del 22/02/2010)
7) Assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale ATA presente nella graduatoria permanente di 1°fascia
8) Congelamento delle graduatorie permanenti 1°fascia pers. ATA fino al completo esaurimento,consentendo,nelle graduatorie congelate ESCLUSIVAMENTE l’inserimento dell’invalidità e della legge 104.
9) Garanzia di un reddito minimo fisso per il pers. ATA inserito nella graduatoria permanente di 1°fascia e dei Docenti presenti nelle graduatorie, dopo l’esaurimento dell’indennizzo di disoccupazione e in attesa di ricollocamento.
10) Ripristino dell'automatismo delle assunzioni su posti vacanti tramite la modifica della legge 449 del 1997 e sblocco del turn over tramite modifica dell'art.1 comma 523 legge n.296 del 2006 e dell'art. 66 della legge 133 del 2008.
11) Rifiuto totale di qualsiasi proposta di valutazione dell’operato dei singoli docenti; da prendere in considerazione semmai la valutazione dei singoli istituti nella loro globalità rispetto al successo formativo degli alunni.
12) Abolizione dei cosiddetti decreti “salvaprecari”
Temi di carattere tecnico
13) Istituzione di un tetto massimo del 30% di cattedre di diritto o di fatto da assegnare a trasferimenti, utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie interprovinciali.
14) Procedere,per le graduatorie ATA congelate, ad una accurata verifica dei titoli di accesso e dei titoli (di servizio e culturali) valutati.
15) Obbligo da parte delle scuole paritarie di assumere il personale docente e ATA dalle graduatorie permanenti con contratto identico a quello in vigore per il personale assunto dalle scuole statali
16) Assoluta parità di diritti tra lavoratori della scuola a tempo indeterminato e lavoratori della scuola a tempo determinato (scatti di anzianità aspettativa, permessi per esami, permessi brevi, etc.)
17) Abolizione della norma che da facoltà ai Dirigenti scolastici di assegnare ore di supplenza ai docenti interni all’istituto anche oltre l’orario di 18 ore
18) Obbligo assoluto di pubblicazione e possibilità da parte degli USP di dare spezzoni anche inferiori alle 7 ore
19) Definizione dell’organico di fatto e di diritto almeno 10 giorni prima della data di convocazione delle nomine annuali
20) Possibilità per il lavoratore della scuola nominato su nomina annuale di optare per un nuovo incarico su eventuale e straordinaria seconda convocazione dell’USP.
21) Visibilità dei riservisti e possessori di L.104 nelle graduatorie ad esaurimento.

venerdì 14 ottobre 2011

'Pronta ad ascoltare la protesta dei ragazzi A Giulio dico: basta tagli sulla scuola'

 Parla la Ministra dei tagli indiscriminati alla scuola e ovviamente non ammette i suoi errori, se la prende, come tutti del resto, con il ministro Tremonti...
non fa passi indietro, ma dietro di sé lascia una scuola impoverita del 99%, mentre continua a parlare di merito...ma inutilmente


ROMA - Questa volta ha taciuto. In passato il ministro dell' Istruzione Mariastella Gelmini aveva definito gli studenti in piazza «non rappresentativi», «strumentalizzati dai centri sociali e dalla sinistra». Con il ritorno, "un anno dopo", non c' è stato comunicato né dichiarazione. Centocinquantamila ragazzi italiani sono tornati a contestarla, ministro. «Erano 50mila, l' ha detto il ministero dell' Interno, ma il fatto merita rispetto. Nel tempo si è perso qualsiasi rapporto con loro, e mi dispiace. Vedo, però, che la protesta oggi si indirizza verso cose più grandi di me: le banche, la finanza. Voglio dire che difendendo lo status quo scolastico i ragazzi difendono una politica egoistica. Facciano loro i valori del merito, coltivino l' eccellenza, altrimenti sono condannati all' impoverimento». In verità "i ragazzi" chiedono un cambio globale, una nuova economia, la scuola come bene comune. Forse non amano le sue riforme scolastiche. «Non mi avventuro in un ragionamento più grande di me, dico solo che le difese delle rendite di posizione dei professori le ritrovo pari pari negli studenti. Vogliono una scuola egualitaria, la scuola come sistema senza la centralità del singolo studente. Quel sistema ci ha fatto precipitare nelle classifiche internazionali. Ma sono pronta ad ascoltare i ragazzi». Da tre anni, senza tregua, ha contro tutti, dai bidelli ai presidi. «Non ricordo standing ovation per le riforme dei predecessori e oggi viviamo una crisi economica inedita. Governare con i tagli è la cosa più difficile». Finalmente li chiama con il loro nome: tagli. È stato lungimirante togliere otto miliardi alla scuola? «Insieme alla Sanità eravamo il ministero più costoso: il Miur spendeva il 97% del suo budget per la spesa corrente. Su di noi Tremonti si è esercitato con facilità». Il ministero dell' Economia prevede risorse per la scuola pubblica in diminuizione fino al 2025. «No, basta, i tagli sono finiti. Nel 2012 la pianta organica dei docenti sarà stata ridotta di 80mila unità e lì ci fermeremo». È riuscita a stoppare Tremonti? «Mah, ci spero... Credo abbia compreso la centralità della scuola e pure sulla ricerca l' ho visto un poco più disponibile...( ride ). Comunque il mio ministero non è più in grado di sopportare diminuzioni di finanziamenti... Stiamo già investendo, in verità, anche se non lo scrivete mai». Dica. «Nella legge di stabilità ci saranno 100 milioni per le borse di studio universitarie. Stiamo trovando 400 milioni per l' edilizia scolastica. Per gli atenei del Sud c' è un miliardo in ricerca. E i migliori maturati, scelti dopo un test tra chi ha preso il massimo, avranno un assegno per mantenersi all' università. Cinque, diecimila euro l' anno. Prima nelle scuole c' erano i bidelli e le cooperative di pulizia insieme: via il doppione, abbiamo risparmiato 200 milioni». Anche il governatore di Bankitalia dice che i giovani pagano il prezzo più alto. «Stimo Mario Draghi, ma quando gli ho chiesto di organizzare un incontro con le banche per finanziare il fondo per il merito non lo ha fatto. Tornerò a chiederglielo». È pentita di qualche scelta? «Non sono riuscita a spiegare come il paese debba ricredersi sul ruolo dell' insegnante. Ha perso valore sociale, prestigio». Gli insegnanti pensano sia colpa sua. «Credo che i buoni docenti debbano essere pagati meglio di coloro che hanno solo scelto un impiego pubblico. Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi». Ministro, la descrivono depressa in questi giorni. «Sono serena e determinata. E abituata a portare a termine i compiti che mi vengono assegnati. Certo, per l' incidente del tunnel dei neutrini sono stata colpita in ogni modo, e ferita. Ma non mi fermo, so che fare politica non è un giro di valzer». Quel giorno eravate al Quirinale, avevate affidato il comunicato a un giovane, non l' avete controllato. «Al primo incidente di percorso ho pagato un prezzo alto, sono stata travolta dalla velocità di internet e dalla replica sbagliata: il secondo comunicato parlava di polemiche strumentalie non erano parole mie. Bastava chiedere scusa, e farci su un po' d' ironia. So che non esiste un tunnel da Ginevra al Gran Sasso, ho visitato il Cerne non ho visto tunnel. Bastava mettere quella parola tra virgolette e aggiungere tecnologico, "il "tunnel tecnologico" dentro il quale sono viaggiati i neutrini». Ha chiuso un rapporto storico con il suo portavoce, Massimo Zennaro. Resterà direttore generale? «Non c' è motivo per allontanarlo anche da lì, la Corte dei conti l' ha valutato idoneo». È accusato di una gestione forzata dei dati del ministero. «È una polemica ridicola». Da quattro anni non rendete pubblici i dati sui bocciati. «Li ho visti ieri, tra una settimana saprete tutto». Ci risultano in diminuzione. «A me sembrano in crescita, ma su due piedi non riesco a darle conferma. Non mi sono mai compiaciuta dell' aumento dei bocciati, non sono così sciocca». Poi è arrivato il concorso per presidi, record mondiale degli errori. «Abbiamo tutelato gli aspiranti dirigenti, rivelando e correggendo gli sbagli». Definì gli errori pochi e marginali: sono quasi mille. «La commissione che li ha prodotti non l' ho nominata io. Sono errori gravi, non mi capacito. Gli autori non saranno retribuiti e l' agenzia che li ha scelti sta valutando se chiedere i danni». Dura fino al 2013 il governo Berlusconi? «Finché dura io sono qui, non governiamo per caso». Ha mai pensato di dimettersi, ministro Gelmini? «Mai».

giovedì 6 ottobre 2011

CONCORSO PER PRESIDI, NUOVA FIGURACCIA...GELMINI COSTRETTA A CANCELLARE MILLE QUESITI

Una prova per 42mila docenti divenuta un emblema di errori e superficialità. Anche in questo caso il ministero dell'Istruzione aveva parlato di "pochi e irrilevanti errori", oggi sul sito la comunicazione: rimossi 976 test su 5750, quasi un su cinque

E siamo a tre figuracce - con tanto di smentite del ministro Gelmini che poi risultano fasulle - in meno di una settimana.

I 42 mila aspiranti presidi - in un concorso diventato l'emblema di errori e superficialità - si sono finora esercitati su centinaia di quiz sbagliati, formulati in modo non chiaro o ambigui. Quasi mille, per la precisione.

Ieri sera il ministero dell'Istruzione ha reso noto l'elenco l'atteso dei test risposta multipla, pubblicati il primo settembre, da espungere. Nel corso delle scorse settimane il pacchetto di 5.750 test dai quali saranno estratti i 100 quiz su cui verrà effettuata il prossimo 12 ottobre la preselezione è stata oggetto di mille polemiche.

I candidati hanno trovato tantissimi errori, criticando il Ministero che si è limitato a rispondere alle critiche con un laconico comunicato: "Pochi e irrilevanti gli errori", diceva lo scorso 6 settembre. Ma ad una più ampia revisione una commissione di esperti esterni ha ritenuto opportuno eliminare dal sorteggio 976 domande, il 17%. Quasi uno su cinque. Ma è "irrilevante". Come i neutrini, come le minori bocciature occultate.

venerdì 30 settembre 2011

In forse gli scatti stipensiali per il 2011...e per gli anni futuri?

Dalla Corte dei Conti arriva la critica, non si sono raggiunti gli obiettivi di riduzione della spesa previsti dall'art. 64 della legge 133/08 quindi in forse i 664 milioni di euro previsti per gli scatti di anzianità relativi al 2011. La causa, secondo la CdC, è da rintracciarsi nella mancata riduzione degli organici a seguito della sentenza della Corte costituzionale che assegna alle Regioni l'esclusiva materia di razionalizzazine della rete scolastica.
Salta dunque l'accordo con i sindacati che prevedeva un diverso trattamento del blocco degli scatti per la pubblica amministrazione previsto dalla legge del 30 luglio 2010 n. 122, attingendo da quel 30% dei risparmi provenienti dai tagli e destinati alla meritocrazia.
Un problema che con molta probabilità si riproporrà anche per il 2012, 2013 e 2014. In forse anche gli scatti retributivi maturati negli anni 2013 e 2014 per i neo immessi in ruolo.
I sindacati non ci stanno.
La UIL chiede di "evitare ulteriori tensioni ed incertezze nel mondo della scuola" e invita i ministri affinchè procedano alla certificazione delle risorse.
Scrima, CISL, chiede di "onorare gli impegni", dal momento che "sugli scatti di anzianità esiste un’intesa che ha già funzionato per il 2010 e deve valere anche per gli anni successivi", "gli impegni sono chiari - afferma il segretario - sottoscritti nel decreto interministeriale 3 del 14.1.2011, e grazie a quell’intesa gli scatti maturati nel 2010 sono regolarmente pagati dal gennaio scorso: per quelli relativi al 2011 il percorso è tracciato e parte dalla certificazione delle risorse disponibili."
La FLCGIL chiede invece di "convocare i sindacati scuola sugli scatti di anzianità per conoscere i tempi entro cui verrà percepito l’aumento" e accusando "questo governo dichiara e smentisce se stesso, alimentando caos e incertezze."
Rino Di Meglio, segretario FGU ha commentato così la notizia: "è di una gravità eccezionale e ci lascia sorpresi, considerata l´entità gigantesca dei tagli che hanno colpito la scuola. Se questa è la premessa per non onorare l´impegno assunto dal ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, la risposta del mondo della scuola non potrà che essere forte". E rilancio una protesta unitaria a fine ottobre.

mercoledì 28 settembre 2011

A Parma si lucra sulle mense scolastiche

parma-corrottiTutto fa brodo per i politici parmensi, anche mense scolastiche e asili d'infanzia. La rete che unisce amministratori, funzionari comunali e imprenditori locali ha lucrato su tutto. Tangenti e favori, in cambio di appalti. Per il momento l'unica differenza con altri casi simili è che non emerge il corpo della donna intesa come merce dei scambio.
La città di Parma risulta essere ancora una volta il paradigma della gestione politica ed economica dell'intero paese. Da un lato la speculazione del mondo imprenditoriale, che fa sponda con l'altro lato della politica securitaria, in modo da distogliere l'attenzione pubblica dai grandi interessi sociali ed economici.
Dal crac Parmalat al caso di Emmanuel Bonsu, passando per il giro di mazzette dell'ultimo periodo, la città di Parma ha vissuto con mano tutto il marcio del modello neoliberista all'italiana, condito di favori politici e interessi della grande criminalità. Ma a farne le spese sono sempre stati gli abitanti del ducato.
La situazione per il sindaco Pietro Vignali, alla guida di una coalizione civico-pidiellina, si fa ancora più esplosiva perché difficilmente può continuare a dire che “non sapeva”, sal momento in cui è coinvolto l'assessore comunale alla Scuola e il suo segretario che chiedevano somme di denaro o assunzioni di amici o altri beni in cambio della proroga dell’appalto di gestione del servizio mensa degli asili e delle scuole d’infanzia.
Sicuramente ciò che è accaduto oggi, farà riprendere le mobilitazioni di quello che è stato definito il primo movimento “indignato” italiano, e che nel periodo prima dell'estate ha saputo incidere e far valere la propria voce di protesta contro un modello di governo altamente corrotto.

La scuola di classe: pollai alle statali, salottini alle private!

Le scuole cattoliche sono in calo d’iscrizioni? Pronto il rimedio: moltiplicazione di fondi pubblici per classi-culla. E alle statali? Tagli e classi-pollaio.

di Maria Mantello


“Vuoi fare un figlio peggio? Mandalo in collegio!”. E il collegio era soprattutto cattolico. Svuotati di ragazzi, oggi si sono riconvertiti molto spesso in alberghi. Restano tuttavia le scuole che prima vi erano annesse, che tuttavia sono alle prese con la crescente emorragia di iscrizioni e non riescono in sempre più casi ad avere neppure una sezione completa per almeno un solo ciclo di studi. Soprattutto alle Superiori.

Insomma le scuole private (cattoliche nella stragrande maggioranza) arrancano. Ma non i finanziamenti statali. Grazie all’invenzione del “sistema paritario integrato” dell’allora Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer che, alla spasmodica ricerca di unzioni curiali, trasformava le scuole private, da istituzioni a cui la nostra Costituzione riconosceva la parità nel rilasciare titoli di studio equipollenti, ad erogatrici paritarie di un servizio pubblico.

Un ruolo dunque addirittura complementare e funzionale a quello esercitato dallo Stato attraverso le sue scuole. Con questo pasticcio giuridico del “sistema paritario integrato” e aggirando l’articolo 33 della Costituzione che esclude ogni sovvenzione pubblica (senza oneri per lo Stato), erogazioni e pubbliche esenzioni sono state perfezionate dal 2000 al 2005. E proprio nel 2005, il “generoso” Berlusconi allargava la borsa dello Stato con circa 500 milioni di euro.

E che si siano via chiamate “concessione di contributi” o “partecipazione alle spese delle scuole paritarie” o “buoni scuola per le famiglie” del governo centrale o periferico (“buoni” cumulabili per altro), la sostanza non cambia. Così è accaduto, che il denaro della collettività, che dovrebbe essere impiegato per sostenere l'unica scuola libera, quella statale, sia stato legalmente stornato verso scuole private, dove chi vi insegna deve contrattualmente aderire all’impostazione ideologica dell’Ente gestore.

Come possano essere paritarie alle statali scuole dove domina un pensiero confessionale resta per l’ordinamento democratico un mistero (di fede?), che evidentemente non soddisfa affatto la maggioranza degli italiani, che continuano a preferire la Scuola statale, dove non ci sono scorciatoie per la promozione, né sconti sulla formazione al pensiero scientifico-riflessivo-problematico. Evidentemente, nonostante gli sforzi governativi per declassarla, questa resta “la Scuola”: fondamentale investimento per la formazione e l’emancipazione individuale. Pertanto, poiché nessuna sutura finanziaria pubblica sembrava arrestare l’emorragia di iscritti alle private, si è giunti a ridurre il numero di alunni per classe. Il salotto-classe dei già esigui 10 alunni, veniva infatti portato dal ministro Moratti (DM 27/2005) a 8.

Intanto alle statali di studenti per classe ne occorrevano tre volte tanti. Uno scandalo! Che forse spingeva il ministro Fioroni a stabilire (D.M. 267/2009) che all’atto della richiesta di parità, «il gestore o il rappresentante legale della gestione» dichiarasse «l’impegno a costituire corsi completi e a formare classi composte da un numero di alunni non inferiore ad 8, per rendere efficace l’organizzazione degli insegnamenti e delle attività didattiche». Ma di fronte all’insurrezione delle private a colpi di Tar (sentenze 7265/09 e 7269/09), che escludono la necessità di mantenere in piedi almeno un corso di studi intero, e addirittura non escludono classi con meno di 8 allievi, Fioroni non impugna le decisioni, come avrebbe potuto, e così le sentenze sono definitive. E il Ministro Gelmini con cura le applica.

Di conseguenza, mentre nessuno osa neppure di fronte alla crisi tagliare un euro alle paritarie (anzi nel 2011 vengono foraggiate con un aggiunta di 245 milioni di euro), per le classi - salotto delle private potrebbe bastare addirittura un divanetto per due. Una lezione privatissima, che potrebbe rischiare di far aumentare il numero degli insegnati di queste scuole privilegiate. Ma, stando ai ricorsi che arrivano ai Giudici del lavoro, sembrerebbe di no: alle private si lavorerebbe per poco o finanche gratis, pur di acquisire gli agognati punti da spendere poi nelle graduatorie delle statali. Un segnale di tendenza al lavoro nero dunque, che trova conferma nei dati Istat, riferiti al 2008 - 2009 e pubblicati il 21 settembre 2011, che alla voce Misura dell’occupazione non regolare nelle stime di contabilità nazionale segnalano un aumento di lavoratori irregolari del 10,5% comprensivo del comparto scuola. Ora, visto che nello Stato il lavoro in nero è impossibile, non sarebbe forse il caso di indagare nelle scuola private-paritarie? O forse lo impedisce il Concordato?

lunedì 26 settembre 2011

IL NEUTRINO? IN FONDO AL TUNNEL A DESTRA...

Non ce ne eravamo accorti, ma il Ministero dell’Istruzione dell’università e della Ricerca italiano ne è sicuro.

Esiste un tunnel di 732 Km tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso e non lo sapevamo. Di più: “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro”. Gelmini dixit.

Sfidando qualsiasi senso del ridicolo e con una battuta che starebbe bene in un film di Bombolo (Sordi è già troppo intellettuale) il ministro ricostruisce a modo suo l’esperimento che in questo momento sta smuovendo il mondo scientifico, e copre di ridicolo lei, il Ministero che guida, il Paese. Nessun tunnel, ma un fascio di neutrini che è stato ‘sparato’ dal Cern di Ginevra per un viaggio sotterraneo che dura 2,4 millisecondi, raggiunge la profondità massima di tre chilometri per effetto della curvatura terrestre e termina al Gran Sasso, dove il fascio è ‘fotografato’ da un rilevatore e ne viene misurata la velocità.

Quindi tranquilli, soprattutto i cittadini di Firenze che si trovano sulla traiettoria: il viaggio delle particelle, perfettamente rettilineo, non impegna nessuna struttura costruita dall’uomo; e nessuno potrà usare tale esperimento per giustificare una nuova Tav sotto il Trasimeno.

Purtroppo però per noi, il ministro pensa che i soldi che l’Italia dà per la partecipazione al Cern siano finiti nella costruzione di qualcosa che con la fisica delle particelle ci sta come i cavoli a merenda: un bel tunnel che farebbe impazzire dagli incubi qualsiasi progettista: ben 732 chilometri, opera inconcepibile e impossibile (quello più lungo costruito dall’uomo è a tutt’oggi il nuovo San Gottardo, solo 57 chilometri, roba da ragazzi). Del resto, non è questo il “governo del fare”? Non si riesce a fare il Ponte sullo Stretto, almeno abbiamo fatto un tunnel tra Cern e Gran Sasso…

Il ridicolo toglie il fiato, ma vorremmo consigliare il ministro: quando avrà terminato di compiere gaffes e danni in Italia, quando avrà cessato di colpire la scuola e l’università e la ricerca nel suo infelice Paese, vantandosi di meriti inesistenti per dare un senso a una reale incompetenza e ignoranza, dovrebbe andare su Alpha Centauri in visita: pare che lassù stiano costruendo un tunnel tra Vega e Cassiopea: in tre secondi sei in un altro mondo, e nessuno ti conosce…